Giovanni Fattori. Una rivoluzione in pittura
Redazione2025-09-13T20:24:52+01:00Per il bicentenario della nascita oltre 200 opere, un progetto dedicato all’artista e alla città e un percorso a Livorno per scoprire i luoghi del pittore.
Per il bicentenario della nascita oltre 200 opere, un progetto dedicato all’artista e alla città e un percorso a Livorno per scoprire i luoghi del pittore.
Una riga secca sul sito: Jeff Koons è di nuovo rappresentato da Gagosian. Niente fanfare. Bastano i nomi. E un dato: tredici personali insieme, in vent’anni, tra New York, Londra, Hong Kong, Beverly Hills. È un ritorno che dice molto del presente dell’arte: contano i luoghi, contano le macchine organizzative, conta il timing.
C’è un modo molto fiorentino di raccontare il Rinascimento: non comincia con una data, ma con una bottega che apre la mattina presto, l’odore della colla da doratore, un committente che passa, guarda, discute. In mezzo a queste cose concrete, un frate domenicano – Fra Giovanni da Fiesole, che tutti chiameranno Beato Angelico – costruisce immagini che parlano come Vangeli. Non è una metafora: nel 1955 Pio XII disse che l’Angelico “racconta le storie come se a narrarle fossero gli evangelisti stessi”. È una definizione felice, perché tiene insieme il pittore “moderno” del Quattrocento e il narratore capace di farci sentire umani i personaggi sacri. La ritroviamo oggi come chiave di lettura della grande mostra fiorentina, divisa tra Palazzo Strozzi e Museo di San Marco.
Si chiama “The Shed” e ha l’obiettivo di valorizzare la località di Monte San Martino, invitando artisti italiani e internazionali a entrare in dialogo con il territorio, la comunità e il suo patrimonio storico-artistico. Fino a settembre, ad abitare lo spazio sono pitture di grande formato ispirate ai polittici di Carlo e Vittore Crivelli, conservati nel borgo marchigiano.
Il collezionismo malato di soldi, potere e un pizzico di idiozia. Quando l'arte ha smesso di essere passione ed è diventata speculazione.
Un confronto tra i due fari più luminosi dell’arte italiana del Novecento, così diversi nel loro approccio alla vita e alla pratica artistica, eppure entrambi esemplari nel ricercare assiduamente di superare i limiti dello sguardo.
Quest'isola della Grecia si sta affermando come destinazione culturale imprescindibile per il 2025: in una mostra 27 artisti internazionali (da Brian Eno a Dora Maar) dialogano con la sua storia e paesaggi.
Il panorama del mercato dell’arte italiano è da sempre un intreccio complesso di cultura, passione e, inevitabilmente, disciplina giuridica di settore. Per anni, operatori e addetti ai lavori hanno segnalato una progressiva contrazione del settore, spesso imputata a un carico fiscale tra i più onerosi in Europa. Oggi, finalmente, si apre una nuova e promettente stagione, segnata dall’introduzione di un’aliquota IVA significativamente ridotta. Questo cambiamento, atteso e desiderato da molti, non è solo una semplificazione normativa, ma rappresenta un vero volano per il rilancio dell’intero comparto artistico nazionale.
Dal 24 luglio al 2 novembre il Museo e Real Bosco di Capodimonte ospita un tête‑à‑tête di luce e tenebra fra due capolavori del Merisi, al centro delle celebrazioni per i 2500 anni della città.
Arezzo rende omaggio a uno dei più grandi interpreti della scultura del Novecento con “Marino Marini. In dialogo con l’uomo”, la grande antologica inaugurata il 4 luglio, aperta fino al 2 novembre, che riunisce oltre cento opere tra dipinti, gessi e bronzi.