investire nell’arte
Il valore della bellezza: investire in passioni
L’investimento in arte si differenzia dai tradizionali investimenti in quanto è connotato anche dal dividendo estetico: il collezionista cliente è sì interessato alle plusvalenze, ma nella scelta subentra anche la sensibilità e il gusto personale ed è inevitabile che l’operazione assuma un valore ben più intimo e privato.
Cosa determina il valore dell’opera d’arte? Pagare il giusto prezzo è un esercizio difficile perché sono tanti i fattori da tenere in considerazione:
Il più importante è che il prezzo di un’opera d’arte non è determinato solo da fattori oggettivi (autore, periodo, soggetto, unicità, dimensioni, stato di conservazione, provenienza e certificazioni per mettersi al riparo dai falsi, solo per citarne alcuni dei più significativi) ma anche da altri elementi che sono difficilmente controllabili e variabili nel tempo (domanda, velocità dell’offerta, modalità dell’offerta e anche liquidità sui mercati finanziari in generale).
Per stabilire la durata dell’investimento in arte parametrandola al proprio grado di rischio non si possono tenere in considerazione le stesse regole che si usano per uno strumento finanziario tradizionale. L’arte ha i suoi tempi che variano da opera ad opera e da autore e autore: l’unica maniera per capire se è il momento di comprare o vendere è tenersi costantemente aggiornati sulle informazioni che riguardano il proprio patrimonio artistico.
Avere un’informazione privilegiata fa la differenza nel mercato dell’arte.
Dare informazioni privilegiate è il compito degli Art Advisor.

“Tutti vogliono capire la pittura. Perché non cercano di capire il canto degli uccelli? La gente ama la notte, un fiore, tutto ciò che li circonda senza cercare di capirlo. Ma la pittura – quella la debbono capire.”
“Perché in casa mia non ci sono appesi miei dipinti? È perché non posso permettermeli.”
Pablo Picasso
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Villa Panza di Biumo: una casa del Settecento dove l’arte contemporanea ha trovato silenzio, luce e misura
Ci sono luoghi che non si limitano a custodire opere. Le mettono alla prova. Le costringono a dialogare con lo spazio, con il paesaggio, con il tempo. Villa Panza di Biumo, a Varese, è uno di questi luoghi. Sorge sul colle di Biumo in una villa settecentesca, immersa in un grande parco e affacciata sulla città, ma la sua vera particolarità è un’altra: qui l’arte contemporanea non invade una dimora storica, la abita con naturalezza. È questo incontro, raro e riuscito, a renderla una meta speciale.
Il mercato dell’arte globale torna a crescere nel 2025 (così dice il nuovo Art Market Report di Art Basel e UBS 2026)
Per la prima volta da almeno due anni gli andamenti del mercato dell'arte mostrano segno positivo, ma la filiera artistica resta in balia di incertezze geopolitiche ed economiche e attraversa una fase di continuo adattamento a scenari in mutamento Eppure il paradosso è proprio questo: l’arte non ha genere, o almeno non ce l’ha nel modo in cui lo hanno le nostre istituzioni, le nostre biografie, le nostre abitudini. Il colore non è maschio o femmina. La composizione non lo è. La luce nemmeno. Quello che ha avuto un genere, per secoli, è stato l’accesso: chi poteva studiare, esporre, vendere, firmare, essere archiviato, essere ricordato. In questa faglia si inserisce Femina ad artem, mostra internazionale di pittrici contemporanee che apre dal 21 febbraio nella cornice del Chiostro di Voltorre.
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