Vera Portatadino – Topografia Sentimentale
Redazione2026-09-30T20:01:37+01:00Il Chiostro di Voltorre, splendido complesso medievale risalente al XII secolo a Gavirate, Varese, ospita Topografia Sentimentale, mostra personale di Vera Portatadino.
Il Chiostro di Voltorre, splendido complesso medievale risalente al XII secolo a Gavirate, Varese, ospita Topografia Sentimentale, mostra personale di Vera Portatadino.
Lo storico dell’arte Claudio Strinati è il nuovo presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, l’organo consultivo tecnico-scientifico del Ministero della Cultura. La nomina, disposta dal ministro Alessandro Giuli, decorre dal 15 giugno 2026.
C’è un modo intelligente di inaugurare un museo: non limitarsi ad aprire una porta, ma offrire al luogo una domanda capace di attraversare il tempo. Ad Andora, dal 10 agosto, la domanda sarà quella della figura femminile nell’arte italiana. Il Castello dei Clavesana, conosciuto anche come Paraxo, torna accessibile al pubblico e inaugura la sua nuova funzione di polo museale con Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi. La mostra, curata da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale, riunisce oltre trentacinque dipinti e sculture, dal Cinquecento ai primi decenni del Novecento.
La Pinacoteca Nazionale di Bologna ha annunciato un programma pluriennale per valorizzare le proprie collezioni. La notizia, a guardarla bene, non riguarda soltanto una serie di mostre. Riguarda un’idea di museo. Per molto tempo abbiamo immaginato le pinacoteche come luoghi ordinati: alle pareti i capolavori, nelle sale la storia dell’arte disposta secondo una successione quasi inevitabile. Ma ogni museo importante ha anche un secondo corpo, più silenzioso: i depositi. Lì dormono opere che non sono necessariamente minori; spesso sono quadri senza spazio, senza una cornice interpretativa, senza il momento giusto per essere guardati. Bologna prova ora a partire proprio da quel margine.
Nei prossimi cinque anni il FAI avrà un compito più difficile che acquistare nuovi luoghi: mantenere credibile la propria promessa. Custodire senza imbalsamare. Aprire senza trasformare tutto in intrattenimento. Restituire bellezza senza cancellare le tracce del tempo. È un programma meno appariscente di molte grandi campagne culturali. Ma forse proprio per questo più necessario.
La contesa sul patrimonio di Werner Merzbacher non riguarda soltanto una fortuna immensa. Riguarda una domanda più delicata: che cosa accade a una collezione quando la storia privata di chi l’ha custodita entra in conflitto con il suo destino pubblico?
Marco Magnifico è stato riconfermato all’unanimità presidente del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano per un nuovo mandato di cinque anni. La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione della Fondazione il 24 giugno, nella sede milanese della Cavallerizza, durante la riunione dedicata anche all’approvazione del Bilancio 2025. È una notizia istituzionale, ma racconta qualcosa di più ampio. La conferma di Magnifico indica infatti una precisa idea di continuità: non la semplice conservazione di ciò che esiste, ma la volontà di proseguire un lavoro culturale che, nel corso di cinquant’anni, ha trasformato il FAI da esperienza pionieristica in una delle più autorevoli organizzazioni italiane dedicate alla tutela del patrimonio.
Il capolavoro del 1907 domina l’asta londinese di Sotheby’s. Ma quattro anni fa era stato pagato di più: una vicenda che mostra la distanza fra valore artistico, prezzo e qualità dell’investimento
Lo storico dell'arte romano assume ufficialmente la guida della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Succede ad Angelo Piero Cappello e sarà responsabile delle politiche nazionali dedicate ad arte contemporanea, architettura, fotografia, design, moda, industrie culturali e del coordinamento del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia.
A Pietrasanta apre il museo dedicato allo scultore che trasformò le ferite dell’antico in immagini del nostro tempo. Un volto enorme, spezzato all’altezza degli occhi, guarda il visitatore senza poterlo vedere. Poco distante, un torso sembra riemergere da un naufragio durato secoli. Le figure di Igor Mitoraj hanno spesso l’aspetto di reperti appena dissotterrati. Ma le loro ferite non appartengono soltanto al passato. Dal 6 giugno Pietrasanta dedica allo scultore il primo museo interamente consacrato alla sua opera. È un ritorno a casa, anche se Mitoraj era nato lontano da qui, nel 1944, da madre polacca e padre francese, in una Germania ancora sconvolta dalla guerra.