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Tre dipinti di Cézanne prendono la via di casa: dichiarati tesoro nazionale, torneranno ad Aix-en-Provence
Tre dipinti di Cézanne prendono la via di casa: dichiarati tesoro nazionale, torneranno ad Aix-en-Provence
Non andranno sotto il martello d’asta, ma prenderanno la via del ritorno a casa. Tra i colpi di scena più significativi della Paris Art Week, tre dipinti giovanili di Paul Cézanne appartenenti alla leggendaria Collezione Schlumberger sono stati ritirati all’ultimo momento dall’asta serale di Sotheby’s, in programma il 22 ottobre a Parigi. La decisione, maturata in prossimità dell’incanto grazie alla mediazione della stessa casa d’aste, apre la strada all’acquisto diretto delle opere da parte della città di Aix-en-Provence con il sostegno decisivo del Ministero della Cultura francese, che ha recentemente riconosciuto i tre dipinti come trésors nationaux.
I tre paesaggi – «La Ferme», «Arbres au Bord de la Rivière» e «Ciel Entre les Arbres», stimati complessivamente tra 1,4 e 2 milioni di euro – costituiscono un tassello fondamentale della giovinezza artistica del maestro provenzale. Realizzati tra il 1862 e il 1864, i dipinti facevano originariamente parte del grande ciclo murale che il giovane Cézanne eseguì direttamente sulle pareti al pianterreno del Jas de Bouffan, la residenza di famiglia alle porte di Aix che fu insieme rifugio e laboratorio per tutta la sua vita. Un’opera monumentale concepita come omaggio ideale ai grandi maestri del passato tanto amati dall’artista.
Alla dispersione della proprietà nel 1899, il ciclo venne staccato, trasportato su tela e frazionato in otto distinti frammenti. A distanza di oltre un secolo, il gesto della famiglia Schlumberger – che ha accolto la determinazione delle istituzioni transalpine ritirando i lotti dal mercato privato – garantisce la ricomposizione concettuale del patrimonio del pittore nella sua terra d’origine. Le tre tele sono destinate alle sale del Musée Granet di Aix-en-Provence, dove andranno ad affiancare il nucleo storico delle opere di Cézanne.
L’operazione restituisce al dibattito critico l’importanza cruciale del Jas de Bouffan nella maturazione del linguaggio cezanniano: un luogo fisico e mentale in cui la lezione dei maestri ha lasciato il posto alle prime, radicali intuizioni sulla struttura della forma e del paesaggio, destinate a gettare le basi della pittura del Novecento.
Fonte: articolo di Alberto Camogli



