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Andora, il castello riapre con le “Figure di donna” della Fondazione Cavallini Sgarbi

Andora, il castello riapre con le “Figure di donna” della Fondazione Cavallini Sgarbi

C’è un modo intelligente di inaugurare un museo: non limitarsi ad aprire una porta, ma offrire al luogo una domanda capace di attraversare il tempo. Ad Andora, dal 10 agosto, la domanda sarà quella della figura femminile nell’arte italiana.

Il Castello dei Clavesana, conosciuto anche come Paraxo, torna accessibile al pubblico e inaugura la sua nuova funzione di polo museale con Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi. La mostra, curata da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale, riunisce oltre trentacinque dipinti e sculture, dal Cinquecento ai primi decenni del Novecento.

Non è soltanto una rassegna di immagini femminili. È, almeno nelle intenzioni, un viaggio dentro gli sguardi che per secoli hanno costruito la donna nell’arte: la santa e la seduttrice, la madre e la musa, la dama ritratta per affermare un rango, la protagonista mitologica, la figura quotidiana osservata con una nuova vicinanza.

La scelta del tema è insieme classica e attuale. Classica perché la rappresentazione del femminile è uno dei grandi repertori dell’arte occidentale; attuale perché oggi siamo più attenti a una domanda che per molto tempo è rimasta sullo sfondo: chi guarda chi? E quale parte della vita delle donne riesce davvero a entrare nell’immagine?

Per secoli, quasi sempre, la risposta è stata affidata a pittori, committenti e collezionisti uomini. La donna dipinta non coincideva necessariamente con la donna reale. Era un simbolo religioso, un ideale di bellezza, una promessa di fertilità, un emblema di virtù, talvolta un corpo offerto allo sguardo. Ma proprio per questo quei dipinti sono documenti preziosi: non raccontano soltanto i volti e gli abiti di un’epoca, raccontano ciò che un’epoca desiderava, temeva o pretendeva dalle donne.

Il valore di una mostra tematica sta qui. Non nel cercare una tesi rigida da applicare a opere molto diverse, ma nel mettere le immagini una accanto all’altra e lasciare che parlino. Un volto rinascimentale, una Venere settecentesca, un ritratto borghese dell’Ottocento o una figura dei primi del Novecento portano con sé mondi lontani. Eppure, visti in sequenza, mostrano quanto la storia dell’arte sia stata anche una lunga trattativa tra identità e rappresentazione.

La raccolta Cavallini Sgarbi, riconosciuta dal Ministero della Cultura di eccezionale interesse storico-artistico, offre per la prima volta una selezione costruita interamente attorno a questo filo. Alla curatela di Vittorio Sgarbi, figura che torna a esercitare pubblicamente il suo ruolo di storico e critico dell’arte, si affianca Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte; la supervisione per la Fondazione è di Elisabetta Sgarbi. Il catalogo sarà pubblicato da La nave di Teseo. Finestre sull’Arte

Ma la notizia più interessante non è solo dentro le sale. È il luogo stesso. Il castello, affacciato sulla collina di Borgo Castello, riapre dopo un progetto di rigenerazione urbana, culturale e sociale promosso dal Comune di Andora e finanziato attraverso il PNRR. Un edificio che per secoli ha avuto funzioni difensive e amministrative viene chiamato ora a svolgerne un’altra: custodire opere, ma soprattutto produrre attenzione. Comune di Andora

È una sfida più impegnativa di quanto sembri. Un nuovo polo museale non vive della sola inaugurazione, né del prestigio dei nomi coinvolti. Vive se riesce a diventare un’abitudine: per chi abita il territorio, per i visitatori della Riviera, per le scuole, per chi cerca un motivo per salire dalla costa verso un borgo storico. La mostra può essere un ottimo inizio, a condizione che non resti un episodio isolato.

Andora, in fondo, sceglie una strada precisa: non inventare un museo astratto, ma far nascere un’istituzione da un luogo che possiede già una storia. E affidare il primo racconto alle figure di donna è una scelta che permette di entrare nell’arte senza soggezione. Tutti sappiamo riconoscere un volto, un gesto, uno sguardo. Più difficile, e più interessante, è capire che cosa quegli sguardi continuino a dire di noi.

Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi apre dal 10 agosto 2026 al Castello dei Clavesana di Andora, in provincia di Savona.

Nota editoriale
Questa mostra merita attenzione per due ragioni: propone una lettura tematica di una importante collezione privata e, insieme, segna la restituzione alla comunità di un luogo storico. Resta da verificare nel tempo la parte decisiva: la continuità del progetto museale. È lì che un recupero architettonico si trasforma davvero in cultura pubblica.

 
 
Fonte: www.canalecultura.it