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Piero Portaluppi torna a casa: a Villa Necchi il nuovo archivio del maestro milanese
Piero Portaluppi torna a casa: a Villa Necchi il nuovo archivio del maestro milanese
A Milano il FAI accoglie il patrimonio della Fondazione Piero Portaluppi. Arredi, disegni, documenti e filmati trovano spazio a Villa Necchi Campiglio, insieme alla mostra “Piero Portaluppi: l’arte del disegno”, visitabile fino al 18 ottobre 2026.

C’è un dettaglio quasi narrativo in questa storia: Piero Portaluppi torna in una delle sue case più celebri. Non una casa qualunque, ma Villa Necchi Campiglio, il capolavoro progettato tra il 1930 e il 1932 per la famiglia Necchi Campiglio, oggi uno dei luoghi più riconoscibili del Novecento milanese.

Dal 21 maggio 2026, l’archivio della Fondazione Piero Portaluppi trova infatti una nuova sede proprio all’ultimo piano della Villa, in via Mozart 14 a Milano. Il trasferimento avviene dopo il conferimento al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano dell’intero patrimonio della Fondazione. È un passaggio importante: non solo conservativo, ma culturale. L’opera di Portaluppi viene ricollocata dentro uno dei suoi spazi simbolo, riallacciando il rapporto tra l’architetto, Milano e la memoria viva della città.
Il nuovo percorso comprende tre sale con esposizione permanente di arredi e disegni provenienti dall’Archivio Piero Portaluppi. A queste si affianca una mostra temporanea, destinata a rinnovarsi ogni anno, per raccontare di volta in volta aspetti diversi del fondo oggi custodito a Villa Necchi. La prima esposizione si intitola “Piero Portaluppi: l’arte del disegno”, è curata da Roberto Dulio e sarà visitabile fino al 18 ottobre 2026.

In mostra ci sono 44 disegni: dalle caricature giovanili ai progetti per abitazioni private e palazzi istituzionali, dagli interventi su edifici storici milanesi alle tavole del Piano Regolatore del 1927, fino ai dettagli di arredi e decori che dialogano direttamente con Villa Necchi. Il disegno, per Portaluppi, non è soltanto uno strumento tecnico. È un modo di pensare. Uno sguardo sulla realtà. A volte preciso, a volte ironico, spesso entrambe le cose insieme.

Il patrimonio ora conservato in Villa è vastissimo: oltre 1.000 disegni databili tra il 1909 e il 1967, circa 1.000 stampe fotografiche d’epoca, carnet di schizzi, appunti autografi, caricature, più di 15.000 cartoline e 100 bobine di pellicola in formato 16 mm, per circa otto ore di filmati girati in Italia e all’estero tra il 1931 e il 1965. A questo si aggiungono libri della biblioteca personale dell’architetto e quasi 3.000 volumi e riviste di storia dell’architettura raccolti dalla Fondazione Portaluppi negli anni.
Non si tratta, dunque, di un archivio chiuso. Il materiale sarà esposto, ma anche disponibile alla consultazione e allo studio, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e il Politecnico di Milano. È un aspetto decisivo: Villa Necchi non diventa soltanto luogo della memoria, ma anche laboratorio per nuove ricerche.
Nelle tre sale della soffitta, un tempo destinate al personale di servizio, sono stati riallestiti anche 19 arredi e alcuni oggetti disegnati e usati da Portaluppi. Il progetto è stato affidato all’architetto Piero Castellini Baldissera, nipote di Portaluppi, che ha ricreato l’atmosfera dello studio dell’architetto in via Morozzo della Rocca. Un passaggio da un indirizzo all’altro, dunque: da via Morozzo della Rocca a via Mozart. Ma anche da una memoria privata a una fruizione pubblica.
Con questa operazione, il FAI prosegue un lavoro di riscoperta iniziato da tempo. Dopo la grande mostra in Triennale del 2003, voluta dalla Fondazione Piero Portaluppi, un ruolo centrale nella diffusione della sua figura presso il grande pubblico lo ha avuto proprio l’apertura di Villa Necchi Campiglio nel 2008. Da allora, la Villa è diventata una delle immagini più amate del suo stile: sobrio e sofisticato, moderno e insieme profondamente milanese.
La nuova “casa” di Piero Portaluppi è stata presentata a Milano alla presenza, tra gli altri, di Marco Magnifico, Presidente FAI, di rappresentanti del Comune di Milano, della Regione Lombardia, della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, della Fondazione Piero Portaluppi e dei sostenitori del progetto. L’iniziativa gode del patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Politecnico di Milano.
Per Milano è una notizia culturale importante. Perché Portaluppi non ha semplicemente costruito edifici. Ha contribuito a definire un’immagine della città: elegante, industriosa, colta, capace di guardare avanti senza perdere il gusto del dettaglio. Riportare il suo archivio dentro Villa Necchi significa restituire al pubblico non solo le opere, ma il laboratorio mentale da cui quelle opere sono nate.
E forse è proprio questo il punto: entrare a Villa Necchi oggi non vuol dire soltanto visitare una dimora storica. Vuol dire incontrare un metodo, una fantasia, una disciplina dello sguardo. Il segno di Portaluppi, tra precisione e ironia, continua a raccontare una Milano che non smette di interrogare il proprio futuro.
Informazioni
Una nuova casa per Piero Portaluppi
Mostra: “Piero Portaluppi: l’arte del disegno”
Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14, Milano
Dal 21 maggio al 18 ottobre 2026
Apertura: dal mercoledì alla domenica, ore 10–18. Ultimo ingresso ore 17.
La Villa resterà chiusa al pubblico dal 17 al 21 giugno 2026 in occasione della Milano Fashion Week.
Fonte: articolo di Armando Lorenzini – www.canalecultura.it



