Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro riapre al pubblico News Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro riapre al pubblico Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro riapre al pubblico Redazione2025-04-05T09:25:57+01:00 Post correlati Villa Panza di Biumo: una casa del Settecento dove l’arte contemporanea ha trovato silenzio, luce e misura Galleria Villa Panza di Biumo: una casa del Settecento dove l’arte contemporanea ha trovato silenzio, luce e misura Aprile 2nd, 2026 Il mercato dell’arte globale torna a crescere nel 2025 (così dice il nuovo Art Market Report di Art Basel e UBS 2026) Galleria Il mercato dell’arte globale torna a crescere nel 2025 (così dice il nuovo Art Market Report di Art Basel e UBS 2026) Marzo 14th, 2026 Lo Stato acquista per 30 milioni il Ritratto di Maffeo Barberini di Caravaggio per Palazzo Barberini Galleria Lo Stato acquista per 30 milioni il Ritratto di Maffeo Barberini di Caravaggio per Palazzo Barberini Marzo 10th, 2026 Femina ad artem: quando il quadro smette di “chiedere permesso” Galleria Femina ad artem: quando il quadro smette di “chiedere permesso” Febbraio 13th, 2026
La grande opera non è un semplice dedalo: è un luogo unico che sovverte l’idea tradizionale di labirinto, privo di visioni verdeggianti e avvolto nell’oscurità dei sotterranei. L’opera, ispirata all’Epopea di Gilgamesh, il primo grande poema allegorico della storia umana (2000 a.C. circa), conduce il visitatore in un viaggio tra mito e memoria, alla scoperta delle radici dell’esperienza umana.
Le superfici scolpite del Labirinto richiamano antiche civiltà, con segni arcaici, cunei e trafitture che evocano una lingua perduta e dimenticata, ma che trasmette un senso di misteriosa familiarità.
“Ho sempre subito un grande fascino per i segni, soprattutto quelli arcaici”, spiegava Pomodoro al critico Sandro Parmiggiani, “le impronte che scavo nella materia artistica, i cunei, i fili e gli strappi, mi vengono inizialmente da certe civiltà arcaiche”.
L’opera, oltre a evocare culture lontane e tempi remoti, offre uno spaccato intimo del processo creativo e introspettivo di Pomodoro. È un’esperienza che fonde elementi autobiografici e tappe fondamentali del percorso artistico del Maestro, mostrando la continua trasformazione e rielaborazione di sculture conosciute e la nascita di nuove forme in divenire.
Il labirinto è una sintesi perfetta del percorso creativo di Arnaldo Pomodoro, il quale, nato nel Montefeltro nel 1926 e trasferitosi a Milano nel 1954, ha sviluppato negli anni una scrittura scultorea unica. Dalle sue prime opere degli anni Cinquanta, caratterizzate da altorilievi enigmatici, alla maestosa installazione del Labirinto, l’artista ha costantemente dialogato con la materia e la storia, traducendo simboli arcaici in un linguaggio contemporaneo.
In continuità con la partnership tra FENDI e Fondazione Arnaldo Pomodoro, la sede ospita, oltre all’opera ambientale Ingresso nel Labirinto, anche due opere-costume realizzate dall’artista e oggi esposte nell’atrio Solari 35: Costume di Didone (per Dido, Queen of Carthage di Christopher Marlowe, messa in scena a Gibellina nel 1986) e Costume di Creonte (per Oedipus Rex di Igor Stravinsky, messa in scena a Siena nel 1988).
La visita al Labirinto, della durata di circa 45 minuti, è un’esperienza immersiva che permette di esplorare non solo l’immaginario e la poetica di Pomodoro, ma anche le modalità, concettuali e concrete, con cui l’artista realizza le sue opere. Un luogo dove spazio, mito e arte si fondono in un’esperienza unica e senza tempo.
Labirinto Arnaldo Pomodoro ph.Andre`s Juan Suarez Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro
Costumi Arnaldo Pomodoro ph.Andre`s Juan Suarez Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro
Labirinto Arnaldo Pomodoro ph.Andre`s Juan Suarez Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro
Labirinto Arnaldo Pomodoro ph.Andre`s Juan Suarez Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro
Labirinto Arnaldo Pomodoro ph.Andre`s Juan Suarez Courtesy of Fondazione Arnaldo Pomodoro
Fonte: articolo di Cecilia Di Marzo – Archiportale