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I danni al patrimonio culturale nell’Emilia Romagna alluvionata

I danni al patrimonio culturale nell’Emilia Romagna alluvionata

Mentre la Romagna è ancora sommersa, con l’ovvia priorità accordata a salvare vite umane (14 sono le vittime già accertate), rintracciare i dispersi e mettere in sicurezza gli oltre 10mila sfollati, si è riunita nella giornata del 18 maggio la cabina di regia volta ad accertare e quantificare i danni subiti dai beni culturali della regione. La piena dei fiumi esondati, il fango, le frane e gli smottamenti hanno infatti colpito anche il patrimonio storico-artistico romagnolo, in un territorio denso di edifici antichi, musei, attività artigianali e artistiche da proteggere (si pensi al distretto della ceramica di Faenza, dove già in occasione della bomba d’acqua del 2 maggio scorso documentavamo i danni subiti dalla Bottega Gatti).

Abbazia del Monte, Cesena
Abbazia del Monte, Cesena
 

LA CABINA DI REGIA DEL MINISTERO DELLA CULTURA

La priorità in questo momento è la messa in sicurezza della popolazione”, sottolinea la Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, aggiungendo però che “gli uffici periferici del Ministero della Cultura stanno monitorando i beni culturali a rischio o danneggiati, al fine di intervenire non appena terminata questa prima fase dell’emergenza”. Servirà allo scopo la cabina di regia che ha visto convergere soprintendenti e funzionari MiC, per restituire un primo quadro della situazione: sono oltre quaranta, al momento, le segnalazioni riguardanti aree interessate da beni culturali danneggiati dall’alluvione pervenute al Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per l’Emilia-Romagna (che nel frattempo ha pubblicato online un vademecum con indicazioni pratiche per la messa in sicurezza delle opere d’arte), con criticità riscontrate in particolare a Cesena, dove sono state registrate anche infiltrazioni significative al tetto della Biblioteca Malatestiana. In cifre, secondo Borgonzoni, si rendono già necessari quattro milioni di euro “per interventi urgenti sul patrimonio culturale”.

Casa Fellini, Gambettola
Casa Fellini, Gambettola

I DANNI AL PATRIMONIO CULTURALE ALLUVIONATO. LA TESTIMONIANZA DI MAURO FELICORI

E già dalle prime ore della tragedia, a documentare la situazione sul territorio ci ha pensato Mauro Felicori, assessore alla Cultura e al Paesaggio dell’Emilia Romagna, che finora ha puntualmente riportato le prime criticità accertate, documentandole con foto che parlano da sole: a Cesena, sono parzialmente crollate le mura dell’Abbazia del Monte, convento benedettino sul colle Spaziano, già attenzionato da mesi per la necessità di restaurare e rafforzare le strutture murarie; ma a rischio, testimonia Felicori, è anche la Casa dell’Upupa, già studio dell’artista Ilario Fioravanti (1922 -2012) e oggi museo, a Sorrivoli, sulle colline cesenati, dove uno smottamento ai piedi dell’edificio, ora sul bordo di un precipizio, ne compromette la stabilità (in un borgo duramente colpito, con molte persone senza luce, né acqua). La prima conta dei danni prosegue al parco del Cardello – Casa Oriani, sulle colline di Casole Valsenio: qui lo scrittore Alfredo Oriani (1852 – 1909) trascorse gran parte della sua vita e scrisse tutte le sue opere; il parco, “zona di notevole interesse pubblico” conta oltre tremila piante, mentre gli spazi interni costituiscono un raro esempio di abitazione signorile romagnola a cavallo tra XIX e XX secolo. Al Cardello l’alluvione avrebbe provocato gravi danni soprattutto al parco, ma non è ancora possibile escludere il coinvolgimento anche degli immobili. Coinvolte anche diverse sale cinematografiche, compreso il Fulgor di Rimini (in una città risparmiata dalla violenza che ha colpito altrove), e la Casa Fellini di Gambettola, dove l’esondazione del torrente Rigossa ha allagato gli ambienti del pian terreno. A Lugo, dove la piena dei fiumi Santerno e Senio ha sommerso per un giorno intero la città, è allagato lo storico Teatro Rossini, fondato poco dopo la metà del Settecento, su progetto di Ambrogio Petrocchi, con interventi di Antonio Galli Bibiena, poi intitolato a Rossini – che visse in città per un paio d’anni all’inizio del XIX secolo – nel 1859. Si tratta del più antico teatro comunale della regione, tra quelli ancora in attività.

Museo Carlo Zauli, Faenza
Museo Carlo Zauli, Faenza

IL DISTRETTO DELLA CERAMICA DI FAENZA

Ma è ancora una volta Faenza, nell’epicentro dell’alluvione che già prova a ripartire, a far registrare i danni più significativi, anche per quel che riguarda il patrimonio culturale. In centro città, il Museo Tramonti è stato sommerso da oltre mezzo metro d’acqua, ma il fango sembra aver attutito la caduta delle ceramiche, ora trasferite al Museo internazionale delle Ceramiche, che ospiterà tutte le opere salvate per il restauro. In città allagata anche la chiesa di San Francesco, con danni al coro ligneo e a una pala, mentre drammatiche sono le prime immagini che documentano il patrimonio librario della biblioteca Manfrediana coperto di fango. Colpito duramente anche il Museo Carlo Zauli, altro fiore all’occhiello dell’importante distretto ceramico faentino: dal 2002, per iniziativa di Mauro Zauli, il museo riunisce nei locali che dal 1949 videro all’opera lo scultore Carlo Zauli spazi espositivi e di produzione culturale che ne promuovono il lavoro e la storia (oltre alla collezione di Carlo Zauli, il museo raccoglie anche i lavori di artisti contemporanei). Un breve video girato nel giardino e negli spazi del laboratorio-museo mostra ora la devastazione provocata da acqua e fango, specialmente nelle cantine, che conservano numerose opere, documenti e argille, mentre le apparecchiature per la lavorazione della ceramica sono divelte: “Si sta perdendo la memoria storica di questo luogo – ha spiegato Matteo Zauli al Piccolo di Faenza – ma finché l’acqua non si sarà ritirata non sappiamo effettivamente qual è la situazione“. Oltre al danno, la beffa, la città non potrà partecipare al festival diffuso Buongiorno Ceramica, che nel weekend del 20 e 21 maggio unisce in un ideale gemellaggio 45 città di antica tradizione ceramica in Italia. “Siamo in contatto con il MiC” spiega Felicori “E abbiamo istituito un canale di comunicazione con l’Associazione delle Dimore Storiche, per monitorare anche le sorti di parchi e giardini privati”.
Alcuni musei (come il Classis di Ravenna), insieme a palestre e alberghi del territorio, si sono intanto trasformati in centri di accoglienza per le persone sfollate. Nel frattempo il Ministero della Cultura, attraverso le parole del Sottosegretario alla Cultura con delega alla musica e allo spettacolo dal vivo, Giancarlo Mazzi, fa sapere di voler realizzare un grande evento musicale “di conforto e di aiuto concreto” per i romagnoli e gli emiliani. E la Regione, che stima danni per miliardi di euro, ha aperto una raccolta fondi a favore delle comunità colpite dall’alluvione.

Fonte: Livia Montagnoli – Artribune