Mercato

L’Arcangelo Michele “torna” verso casa: Antoine de Lonhy conquista Zurigo (e il Piemonte)

L’Arcangelo Michele “torna” verso casa: Antoine de Lonhy conquista Zurigo (e il Piemonte)

ZURIGO/TORINO — Una tavola quattrocentesca a fondo oro riemerge dal mercato internazionale e accende i riflettori su una storia tutta piemontese. Oggi, 19 settembre, l’“Arcangelo Michele” di Antoine de Lonhy è stato aggiudicato nell’asta di Old Master di Koller a Zurigo. A vincere la gara sono stati i mercanti torinesi Filippo Benappi e Marco Voena, oggi operativi a Londra, che hanno dichiarato un’operazione congiunta “per riportare l’opera nella sua terra d’origine”. Hammer a 170.000 CHF (circa 230.000 euro con diritti).

Cosa è successo

La tavola, olio/tempera su fondo oro, è stata contesa per diversi minuti, superando nettamente l’aspettativa iniziale e segnando un risultato che, per un tardo-medievale piemontese, fa notizia. L’aggiudicazione a Benappi e Voena è stata confermata dalle principali testate di settore e dalla stampa nazionale.

Perché è importante

  • Una restituzione culturale (di mercato): il rientro in area piemontese, pur tramite collezionismo/mercato, ricuce un capitolo della scuola locale del XV secolo legata a de Lonhy (Borgogna, attivo tra Savoia, Catalogna e Piemonte).

  • Un segnale al comparto Old Masters: il prezzo dimostra che qualità, attribuzione solida e forte provenienza territoriale possono ancora innescare competizione e valori sostenuti sul segmento dei fondi oro.

  • Storia dell’arte viva: l’opera è stata indicata come parte di una pala d’altare domenicana smembrata, a lungo ritenuta perduta: ogni tassello riemerso consente nuove connessioni attributive e documentarie.

L’opera, in breve

La tavola misura ca. 103,8 × 44,4 cm e raffigura Michele Arcangelo in posa elegante, tipica del linguaggio di de Lonhy: raffinata tornitura dei volti, gusto borgognone nelle stoffe, ieraticità temperata da dettagli minuti. Antoine de Lonhy (spesso trascritto “de Lohny”) è figura cardine per i transiti tra Borgogna – Catalogna – Savoia/Piemonte nella seconda metà del Quattrocento, attivo tra pittura su tavola e miniatura (si ricordino, tra le altre, le Saluces Hours).

Che cosa succede adesso

I due acquirenti hanno espresso l’intenzione di riportare l’opera in Piemonte. Possibili scenari: deposito in museo regionale, prestito a mostre su de Lonhy e la stagione tardo-gotica subalpina, o una presentazione pubblica che ne ricostruisca il contesto d’origine insieme ad altri frammenti dispersi. Ne seguiremo i passaggi, con attenzione ai tempi e alle sedi che verranno indicate.

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Fonte: Canale Cultura – www.canalecultura.it